Chi ha installato un impianto fotovoltaico negli anni passati spesso si trova oggi con un impianto che produce bene di giorno, ma che non riesce a sfruttare al meglio l'energia prodotta nelle ore in cui non c'è nessuno in casa o in cui i consumi sono più bassi. La soluzione, in molti casi, non è rifare l'impianto da zero ma aggiungere un sistema di accumulo domestico in retrofit, cioè installato successivamente sull'impianto esistente. In questo articolo vediamo come funziona e quando conviene davvero.

Cos'è l'accumulo domestico retrofit

Con il termine retrofit si indica l'aggiunta di una batteria di accumulo a un impianto fotovoltaico già funzionante, senza dover sostituire i pannelli né, nella maggior parte dei casi, l'inverter esistente. Esistono soluzioni pensate proprio per questo scenario, come le batterie di espansione che permettono di ampliare la capacità di un accumulo già installato, con un proprio inverter o convertitore dedicato che si affianca all'impianto già esistente, permettendo di accumulare l'energia prodotta in eccesso durante il giorno e restituirla la sera o durante un blackout.

Come funziona in pratica

In un impianto fotovoltaico senza accumulo, l'energia prodotta e non utilizzata immediatamente in casa viene immessa in rete. Aggiungendo una batteria in retrofit, quella stessa energia in eccesso viene deviata verso l'accumulatore invece che verso la rete, e viene resa disponibile nelle ore serali o notturne, quando i pannelli non producono più ma i consumi domestici (illuminazione, elettrodomestici, riscaldamento) sono spesso più alti.

Quando conviene davvero il retrofit

1. Quando il profilo di consumo non coincide con la produzione

Se in casa si consuma soprattutto la sera, mentre l'impianto produce nelle ore centrali della giornata, gran parte dell'energia prodotta finisce immessa in rete a un valore economico spesso inferiore al costo dell'energia acquistata. In questo caso una batteria, ad esempio della gamma Marstek, può aumentare in modo significativo la quota di energia autoprodotta effettivamente autoconsumata.

2. Quando l'impianto esistente è sottodimensionato rispetto ai nuovi consumi

Se dopo l'installazione del fotovoltaico sono arrivati nuovi consumi importanti in casa, come un veicolo elettrico o una pompa di calore, un accumulo può aiutare a gestire meglio i picchi di richiesta energetica, pur restando comunque necessario valutare se anche i pannelli vadano ampliati.

3. Quando si cerca una riserva in caso di blackout

Molti sistemi di accumulo domestico offrono una funzione di backup che permette di alimentare alcuni circuiti della casa anche in assenza di rete elettrica, un aspetto sempre più richiesto nelle zone soggette a interruzioni di corrente frequenti.

Quando invece conviene aspettare o valutare altre soluzioni

  • Se l'impianto fotovoltaico esistente è molto vecchio o di piccola taglia, potrebbe avere senso valutare prima un ammodernamento complessivo prima di aggiungere una batteria.
  • Se i consumi domestici sono concentrati soprattutto nelle ore diurne, il margine di miglioramento offerto dall'accumulo è più limitato.
  • Se lo spazio disponibile per l'installazione della batteria è molto ridotto, è importante verificare in anticipo gli ingombri dei diversi modelli disponibili.

Retrofit AC vs retrofit DC: una differenza da conoscere

Tipologia Come funziona Quando si usa tipicamente
Retrofit lato AC La batteria si collega tramite un proprio inverter al quadro elettrico di casa, indipendentemente dall'inverter fotovoltaico esistente. Impianti già installati, massima compatibilità con inverter di marche diverse.
Retrofit lato DC La batteria si collega direttamente sul lato in corrente continua, spesso richiede un inverter ibrido o compatibile. Impianti più recenti, con inverter predisposti o sostituibili.

Cosa verificare prima di procedere

  • La compatibilità dichiarata tra il sistema di accumulo scelto e l'inverter fotovoltaico già installato.
  • Lo spazio disponibile per l'installazione, tenendo conto di ventilazione e temperature di esercizio consigliate dal produttore.
  • Le eventuali comunicazioni da effettuare al proprio distributore locale in seguito alla modifica dell'impianto: è sempre buona norma verificare le condizioni aggiornate con il distributore prima di procedere.
  • La garanzia e il numero di cicli dichiarati dal produttore della batteria, che incidono sulla durata nel tempo dell'investimento.

In sintesi

L'accumulo domestico in retrofit è una soluzione interessante per chi ha già un impianto fotovoltaico e vuole aumentare la quota di energia autoprodotta effettivamente utilizzata in casa, senza dover rifare l'impianto da zero. Conviene soprattutto quando i consumi si concentrano nelle ore serali o quando si cerca una riserva di energia in caso di blackout: una valutazione tecnica preliminare, basata sui propri consumi reali, resta il punto di partenza migliore per capire se e quale accumulatore installare.

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